Il Recupero dell’Anima

Recuperare parti di anima di una persona e’ riportare interezza nella sua parte Spirituale.  La perdita dell’anima è una malattia dello spirito, che di fatto causa disturbi fisici ed emotivi. L’ Anima si definisce Essenza Vitale, il principio vitale, la parte spirituale, considerata la sede delle emozioni, dei sentimenti. La perdita dell’anima e’ attribuita ad  eventi importanti; per esempio la perdita di una persona cara, incidenti, malattie, interventi chirurgici, aborti, violenze, stress e molto altro, anche una gioia improvvisa può provocare una perdita. Qualora  sperimentiamo un trauma o viviamo un evento come tale, una parte della nostra essenza vitale fugge da noi, al fine di non sentire dolore. Ovviamente l’entità dell’evento varia da persona a persona.

In questi ultimi anni,  la psicologia ha fornito un modello per superare il dolore da ogni tipo di separazione (da sé e dagli altri), tracciando percorsi terapeutici , sicuramente utili per la consapevolezza ma incompleti per riportare interezza e guarigione. E’ come se la terapia analitica agisse per le parti, che sono in noi e non per quelle uscite da noi. Per lo Psicologo, le parti separate si perdono nello spazio indefinito detto inconscio, dove risiedono tutti i sogni, le fantasie, le esperienze del paziente, che sono state collocate lì per temporanea impossibilità di agirle; perciò il compito di questa terapia è aiutare il paziente a reintegrare le esperienze allontanate. Per lo Sciamano, fondamentale è conoscere il luogo dove le parti animiche si sono collocate, questo non è un luogo nel substrato dell’inconscio, ma nei mondi paralleli e non ordinari. Le parti dell’anima, possono trovarsi bloccate in luoghi oscuri e spaventosi o in luoghi molto piacevoli dove vogliono rimanere. Compito dello Sciamano è andare in tali mondi e riportare queste parti/essenza  nel mondo ordinario, nel corpo della persona. Accompagnato dai propri spiriti aiutanti, lo Sciamano, compie, questo viaggio, e raccoglie con forza e potere, l’essenza perduta;  al ritorno nel mondo ordinario, insuffla nella calotta cranica e nel cuore le parti di anima ritrovate. A questo punto cè una storia da narrare, una metafora, che porta comprensione profonda e parla  di gioia e guarigione. Lontano è il dolore antico, si riporta solo l’evento con la sua risoluzione e si festeggia l’anima ricordandone  doni e talenti. Così, il recupero favorisce delle guarigioni, considerate dal’umano miracolose. In realtà è permettersi il miracolo di tornare interi,  allineare corpo, mente e spirito, per continuare questo viaggio sulla terra in armonia e amore dentro e fuori di Sé. Particolare attenzione e rispetto seguiranno nei giorni post recupero: ritorno di memoria, di energia, di vitalità, scomparsa di fastidiosi sintomi. Ci possono essere, anche sintomi/manifestazioni antichi, che non sono lì per una ricaduta, ma per integrare l’esperienza e lasciare per sempre una modalità, che non serve   più. La “consapevolezza” del nuovo essere, che stiamo diventando traccia vie Libere e Sane. Dopo il recupero dell’anima la vita diviene più fluida e una meravigliosa armonia scende dentro l’essere umano, che ciascuno trasmuta in azioni ed emozioni singolari.

Esperienze

Diverse sono state le esperienze in questi anni di pratica sciamanica, singolari e potenti, sia per il cliente che ne ha beneficiato, che per Noi, sciamani della nuova generazione.

La donna/bambina

Ricordo l’incontro con una donna di circa 35 anni, con problemi di peso e con una scontentezza persistente, nonostante il favorevole sostegno dell’ ambiente. Amata e  fortunata, ma con una infelicità antica. Dal nostro incontro emerge, anche, la difficoltà a lasciare andare una delle case della famiglia e la sua sensazione di sentirsi intrappolata. Ascolto le sue parole ed intanto chiamo i miei spiriti guida, così inizia la sessione con lei. Il mio animale di recupero dell’anima è vicino con la sua possente forza, tutto è fluido e facile, dolcemente le spiego la pratica che andremo a fare. Una scintilla accende i suoi occhi e accetta fiduciosa. Qualcosa è già arrivato. Il luogo dove lavoro è pronto: accogliente e protetto. Ci stendiamo vicine, il tamburo inizia a suonare… traccia la strada, che andrò a percorrere nel mondo non ordinario. Cavalco il felino con fede e sicurezza, ci inoltriamo in un tempo passato: mi trovo in una vecchia cucina, il profumo di dolci appena fatti invade la stanza, dove si muove con destrezza una donna anziana, dagli occhi melanconici e saggi. Gli chiedo se posso fare qualcosa per lei, con lo sguardo mi indica un angolo buio della stanza; mi avvicino insieme al felino, con una sfera di luce tra le mani, scorgo una bambina di circa 5 anni: è impaurita e distante. La chiamo per nome, mi guarda perplessa, la rassicuro e le racconto, che esiste un mondo bellissimo dove la stanno aspettando, pieno di luce e giochi. Non sa cosa ciò significhi. E’ la sfera di luce il richiamo alla vita e le ricorda, che dall’altra parte una persona è pronta ad accoglierla (se stessa), si avvicina, mi abbraccia è pronta a tornare. Sale sul felino e aspetta. Saluto la vecchia signora che mi dice: “dille di camminare fiduciosa nella sua vita, che il vecchio ed il nuovo si incontrino con armonia”, e metaforicamente mi indica il libro di ricette da ritrovare. Raggiungo il felino e la bambina e procediamo per il ritorno nel mondo ordinario, mi alzo e soffio l’essenza animica della donna/bambina, nella donna distesa accanto a me. Ultimo la pratica sciamanica e torno, risvegliando la donna. Il tamburo ha cambiato il ritmo e  lentamente cessa di battere. Siamo pronte alla condivisione, non riporto i particolari e i sentimenti di allora, solo un racconto metaforico e lancio al suo ascolto le parole ricevute dalla nonna, la invito a cercare nella casa di famiglia un quaderno di ricette e di utilizzarlo con armonia e gioia. La donna mi ascolta e si commuove, ricorda benissimo il ricettario. Ci vediamo un mese più tardi, incontro una donna diversa, più leggera e vivace. Mi dice che ha trovato il quaderno ed ha cominciato ad utilizzarlo, si sente libera e  completa. E’ cambiato il suo rapporto con il cibo e sta vendendo la casa dei nonni. Gioisco con lei per il suo ritorno alla vita.

L’ uomo e l’arte proibita.

Incontro Giacomo diverse volte, si rivolge a me, inizialmente per una consulenza floriterapia, lo ascolto empaticamente e gli consiglio dei rimedi. Non danno il risultato sperato, mi chiede una sessione di Riflessologia Plantare, non mi sottraggo alla sua richiesta, so che esistono dei tempi di consapevolezza terapeutica da rispettare, durante i quali il cliente, sensibilizza e purifica le parti di sé disponibili alla guarigione in quel momento. Giacomo aveva bisogno di risentire il suo corpo fisico ed energetico prima di guarire la sua anima. Ciò è molto frequente e trovo importante rispettare e accogliere le richieste, che ricevo durante le sessioni. Procediamo con gli incontri, la sua natura artistica e geniale diviene sempre più manifesta e anche il grande conflitto del riconoscimento pubblico di questa. Racconta che non è mai stata accolta e capita questa sua natura, né dalla famiglia di origine, né dall’ ambiente creato da lui. Eppure sa che questa e la sua via. Ascolto e lascio che siano i miei spiriti guida ad illuminarmi sul da farsi. Nell’ incontro successivo sento forte il mio animale di potere, che mi indica di viaggiare per lui; propongo a Giacomo questo nuovo lavoro, accetta fiducioso ed emozionato. Ci distendiamo vicini, comincio a suonare il tamburo e mi inoltro nel mondo non ordinario, con una precisa domanda di guarigione per Lui. Ci Ritroviamo io ed il mio animale di potere, in altro periodo storico, siamo nell’antico Egitto: deserto, piramidi, schiavi, sono le prime immagini. Chiedo del perché mi trovo lì; mi indicano la strada, vedo una lunga fila di schiavi che camminano con piedi e mani legate da lunghe e robuste catene. Osservo e tra questi rivedo Giacomo, stesso volto e medesimo corpo, soltanto più giovane. Mi avvicino e con le armi eteriche donatemi dagli spiriti, riesco a liberare l’uomo del passato. Il doppio di Giacomo, cammina ora libero di esprimersi in quella vita, un sorriso compiaciuto l’ultima immagine che mi regala; mi ritrovo ora nella stanza, soffio la libertà nel corpo di Bruno e gli racconto una favola egiziana. Lo stesso sorriso appare sull’ uomo davanti a me, so che la guarigione è arrivata. Lascio Giacomo libero dalla pratica terapeutica, un po’ forzatamente per lui. Ci rincontriamo dopo 40 giorni, mi racconta dei suoi cambiamenti: riavvicinamenti familiari importanti, e una mostra personale delle sue opere. Ringrazio gli Spiriti e Onoro la vita.

I nomi delle persone indicati sono omessi o cambiati in Rispetto della loro esperienza. Grazie